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Mestieri d'una volta - Uomini al lavoro per l'azienda gas
"Mestieri d'una volta - Uomini al lavoro
per l'azienda gas" è un libro
prodotto dalle Ed. Giacchè per conto di
ACAM nell'ambito del primo Centenario della società.
Gli autori sono Marco Ferrari, giornalista
professionista e Presidente dell'Istituzione per
i Servizi Culturali del Comune della Spezia, Luca Bondielli, collaboratore dell'Istituzione per
i Servizi Culturali del Comune della Spezia e Giovanni Busco, ispettore onorario della
Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici e collaboratore
dell'ISCUM (Istituto di Storia della Cultura Materiale)
di Genova.
Il volume affronta un tema come quello dell'evoluzione
tecnica e sociale nel modo di lavorare, di indubbio
fascino e interesse sia per le nuove generazioni
che per gli anziani.
Alcuni mestieri, che oggi non esistono più,
sono stati fondamentali nel periodo dalla fine
dell' '800 al primo dopoguerra, nella costruzione
dell'azienda, come ad esempio tutti i mestieri
legati alla lavorazione, estrazione e trasporto
del carbone; i fuochisti, i carbonini ma anche
gli addetti alla depurazione e allo spurgo dei
pozzi neri, così come gli scalpellini,
i fabbri, i manovali che svolgevano un lavoro
del tutto diverso, come modalità, da quello
d'oggi.
Arricchito da riproduzioni d'epoca e da documenti
dell'Archivio Storico Acam, il libro è
suddiviso in due sezioni:
- Una prima parte concepita come una serie di
interviste ragionate integrate da ricostruzioni
della vita di una decina di personaggi oggi viventi,
scelti dal dott. Marco Ferrari.
- Una seconda parte, realizzata sulla base della
ricostruzione di una ventina tra i mestieri più
significativi del periodo che va dall' '800 al
primo dopoguerra, prevede un lavoro di ricostruzione
dei diversi lavori anche grazie all'analisi dei
dati relativi alle condizioni di lavoro, ad opera
del prof. Giovanni Busco.
Acqua Luce Calore
Il libro Acqua Luce Calore - SAGEP Editori - inserito nella collana Immagini dal Territorio è stato curato dalla giornalista Flavia Cima
I testi sono di Flavia Cima - Cesare Colombo - Luisa Rossi e Graziano Tonelli
Presentazione di Stefano Sgorbini
Il volume è inserito nella collana regionale "Immagini dal territorio" (SAGEP Editori) ed è in vendita nelle seguenti librerie:
Ricci, via Chiodo - La Spezia
Contrappunto, via Galilei - La Spezia
Ebrario via del Prione - La Spezia
La Scolastica, corso Cavour - La Spezia
Edison, corso Cavour - La Spezia
La Mia Libreria, via Landinelli - Sarzana
Punto e virgola, via Trogu - Lerici
Giunti al punto, via Roma - Lerici
Il libro Acqua Luce Calore nasce come catalogo della mostra omonima che ha debuttato al CAMeC della Spezia in occasione delle celebrazioni del Centenario dell'ACAM. Il ibro trova la sua ragione d'essere nell'interesse suscitato dalla rassegna - che ha illustrato per immagini la storia dell'antica azienda del gas dal 1860 fino al primo dopoguerra - e la richiesta ricorrente da parte dalle centinia di visitatori di un testo che andasse oltre la durata della mostra.
Ecco nel testo che segue cosa ha rappresentato la mostra Acqua Luce Calore che si ritrova oggi documentata nel volume (Sagep Editori) che dalla stessa ha preso nome e contenuti.
La mostra storico-fotografica Acqua Luce Calore sulle fondamentali trasformazioni intervenute nella città della Spezia dal 1860 al 1943 attraverso l’organizzazione dei principali servizi pubblici locali, organizzata da ACAM in occasione delle celebrazioni del proprio centenario, propone e cadenza con la forza evocativa di immagini inedite la tumultuosa e spesso drammatica trasformazione di un piccolo borgo marittimo a città capoluogo di provincia.
E’ la fotografia, nel senso più stretto del termine, della più intensa trasformazione urbanistica avvenuta nel medesimo periodo da parte di una città italiana, per effetto della scelta compiuta dal Cavour di creare alla Spezia la più rilevante piattaforma navale del giovane stato sabaudo, che mutò le condizioni sociali, economiche ma anche e soprattutto ambientali del precedente contesto storico, fisico ed urbano; è la rappresentazione delle prime contraddizioni drammatiche, come l’esplosione del colera del 1884 per l’assenza di primari servizi igienici come l’acquedotto e le fognature, come la scarsità di alloggi per il forte incremento di popolazione operaia e militare immigrata, ma anche della riscossa della pubblica amministrazione civile e militare per ammodernare i servizi prima in appalto e poi gestiti in economia, come la prima illuminazione pubblica servita dal gas di città, i primi acquedotti e lo spurgo dei pozzi neri, la realizzazione del nuovo quartiere umbertino.
Tra le figure amministrative di rilievo viene richiamata quella del Sindaco della Spezia Giò Batta Paita, tra i principali sostenitori del nuovo insediamento operaio, il fautore del primo bacino del porto commerciale ed il precursore dell’idea di municipalizzare i servizi pubblici locali.
Nella parte dedicata agli inizi del XX secolo, si coglie inoltre l’immagine dello stretto intreccio tra storia locale e nazionale, ben rappresentata dal nuovo corso riformatore dell’epoca giolittiana che, tra le riforme introdotte, consente alla municipalità spezzina di superare le inefficienti gestioni in economia e le costose prestazioni in appalto, trasferendo la gestione dei servizi alla nuova azienda municipalizzata AMGA, la cui costituzione è appunto deliberata nel dicembre 1907.
Da quest’anno in poi, AMGA produrrà ciclopici passi avanti nella trasformazione dei servizi che accompagneranno le nuove trasformazioni urbane, anzitutto quelle indotte dall’ulteriore impulso demografico e produttivo del periodo.
Sono richiamate le immagini della centrale termica della Pianta dove si integra la produzione elettrica fornita dalla centrale idroelettrica del Lagastrello che consentirà al nuovo apparato produttivo nascente nel levante cittadino di svilupparsi come oggi lo conosciamo.
Sono testimoniate le immagini del nuovo acquedotto Baratta che prelevando acqua dal fiume Magra a Vezzano Ligure darà finalmente autonomia al fabbisogno idrico della città, la nuova distribuzione di gas ed energia alle abitazioni operaie e, con un salto ad epoche successive, la prima fognatura pubblica a sistema misto progettata dall’arch. Oliva.
Le vicende della guerra sulla città, obiettivo strategico militare primario, che provocarono distruzioni tra le più rilevanti nel panorama delle città italiane, soprattutto dopo l’8 settembre 1943, non risparmiarono le strutture di AMGA e lo stato dei servizi resi, se è vero che dopo il conflitto circa due terzi dei servizi a rete era andata distrutta e soltanto nel 1949 venivano ripristinate le condizioni di normale funzionamento.
La mostra si interrompe proprio sulle immagini della distruzione di quegli anni, per dare l’idea della stretta connessione anche nella tragedia, come lo è stato negli anni di sviluppo, tra storia della città e storia dei suoi servizi primari.
Se vogliamo, una sorta di monito a curare con la pace e l’operosità il benessere civile e sociale di una comunità e la serena crescita delle future generazioni: su questi presupposti i ricostruttori democratici della città della Spezia e dell’intero paese hanno agito sin dall’inizio e su queste basi siamo diventati la moderna realtà che oggi conosciamo.
Ing. Stefano Sgorbini – Presidente ACAM SpA
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Per scaricare il cartone animato in animazione 3D sulla sicurezza degli impianti domestici a gas (realizzato dall'artista Walter Tacchini che ha disegnato i personaggi e le scene e Loris Jacopo Bononi che ha scritto i testi e i dialoghi) clicca qui.
Il filmato è in formato .mov e richiede Apple QuickTime





