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CENTRALE IDROELETTRICA DI BAGNONE

L'impianto Idroelettrico ad acqua fluente di ARBIONE è ubicato nel territorio del Comune di Bagnone, in provincia di Massa Carrara.

L'impianto è collocato sulla sponda orografica destra del torrente Bagnone, affluente del fiume Magra, ed utilizza portate derivate da questo corso d'acqua: il bacino imbrifero sotteso è di circa 45 Km2 collocato ad una quota media di 900 m s.l.m.

 

Situazione idrogeologica

La centrale è alimentata dalle acque del torrente Bagnone, e sottende un bacino imbrifero di circa 45 Km2 delimitato dalle vette del monte Dongo, monte Bosta, monte Biglio, monte Casalmorra, monte Stola, monte Cimoli, Prato del Ferro, Capanna di Campione, Capanne di Iera, Passo di Badignama, Passo delle Badine.

La cresta appenninica che separa il versante del Bagnone da quello del torrente Cedra e del torrente Parma ha una quota media di circa 1800 m s.l.m. ed uno sviluppo di circa 8 Km.

Utilizzando i dati più recenti, il volume d’acqua disponibile annualmente sull’estensione del bacino imbrifero è in media di 70.5 milioni di m3 per anno, ed il contributo medio dell’unità di bacino è di 49.71l/sec*km2.

L’energia prodotta dall’impianto viene utilizzata per la copertura di una parte dei consumi energetici della stazione di sollevamento di Fornola, in media dell’ordine di 1 GWh per anno.

Dati tecnici e produttivi

  • portata massima: 1 m3/s
  • produzione annua: 1 GWh
  • volume acqua disponibile: m3 70,5 milioni/anno
  • popolazione servita: 1500 abitanti

Piani di sviluppo

  • aumento dei rendimenti idraulici
  • sfruttamento delle portate derivabili più elevate
  • incremento della produzione di circa 0,15 GWh/anno

Dati ambientali
inquinamento evitato (rispetto ad una equivalente produzione con centrali termoelettriche:

  • pregio energetico: 650 Tep/anno risparmiate
  • pregio ambientale: 1825 Ton. CO2 evitate


Cenni storici

La prima domanda di concessione per una derivazione d’acqua ad uso forza motrice venne presentata in data 06 Agosto 1912 dall’Ing. Fausto Baratta fu Ludovico da Traversetole, presso la Prefettura di Massa Carrara.

La prima concessione dell’impianto venne assentita con Decreto Prefettizio in data 21 Aprile 1913, a favore dell’appena costituita S.L.A.F., Società Lunense Acqua e Forza, con sede in La Spezia.

L’energia generata era riservata alla distribuzione ad uso di illuminazione nei Comuni di Bagnone, S.Stefano Magra, Vezzano Ligure e Sarzana, ad uso di forza motrice negli stabilimenti ceramici di S.Stefano e Sarzana, nonché per l’azionamento delle pompe destinate al sollevamento acqua dai pozzi di Vezzano Ligure e Romito Magra.

In data 11 Aprile 1934 la Società Lunense Acqua e Forza richiedeva autorizzazione alla costruzione della linea utilizzata per il vettoriamento dell’energia, per una lunghezza di Km. 22.5 dalla centrale sino alla stazione di sollevamento acqua potabile di Fornola, in Comune di Vezzano Ligure. L’autorizzazione veniva concessa dal Ministro LL.PP. con Decreto Ministeriale in data 8 Febbraio 1935.

In data 3.7.1973 la “Società Acquedotti Tirreni”, con sede in La Spezia subentrava nella gestione dell'impianto, che veniva quindi affidato, con deliberazione del Commissario Prefettizio del Comune di La Spezia n. 2667 del dicembre 1972, all’Azienda Municipalizzata Gas ed Acqua di La Spezia, mediante devoluzione gratuita da parte della Società Acquedotti Tirreni.

Con deliberazione del Consiglio Comunale di La Spezia n. 513 in data 29.12.1975, veniva decisa, con decorrenza 31.12.1975, la revoca della gestione diretta da parte dell’Azienda Municipalizzata Gas e Acqua, affidando tutti i servizi ed impianti gestiti alla Azienda Consorziale Acqua e Metano (A.C.A.M.) di La Spezia.

L’A.C.A.M. della Spezia subentrava nella proprietà dell’impianto e nella titolarità della concessione nella stessa data.