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In attuazione del Piano Provinciale dei Rifiuti ACAM SpA ha realizzato l'impianto di produzione CDR (combustibile da rifiuti) in località Saliceti nel comune di Vezzano Ligure (La Spezia) che assicurerà la completa autonomia locale nello smaltimento dei rifiuti.
L'impianto, inaugurato il 12 giugno 2008 (leggi il comunicato stampa), è riservato al trattamento di rifiuti urbani indifferenziati, non pericolosi, per la trasformazione in combustibile da utilizzare nella produzione di energia alternativa.
Il ciclo produttivo del CDR si sviluppa attraverso processi di tipo meccanico-biologico che non comportano l'utilizzo di calore e di sostanze e/o preparati chimici.
Fase 1: ricezione del rifiuto indifferenziato
I camion provenienti dal percorso di raccolta del rifiuto indifferenziato, controllati e pesati, conferiscono il carico all’interno dell’impianto con accesso mediante portoni a chiusura rapida.
Tutte le operazioni, comprese quelle di scarico dei rifiuti, sono eseguite al chiuso in un ambiente costantemente depressurizzato per evitare fuoriuscite di odori. Una pala meccanica carica il materiale sul nastro trasportatore per l’avvio al pretrattamento. I rifiuti sminuzzati sono sottoposti, mediante elettromagneti, all'eliminazione dei materiali ferrosi.
Fase 2: Biostabilizzazione del rifiuto – Il “cuore” dell’impianto
Il rifiuto pretrattato è depositato in biocelle chiuse dove giace una settimana per la biostabilizzazione, il “cuore” dell’intero processo biologico che trasforma il rifiuto indifferenziato in materiale secco non più putrescibile.
Fase 3: Raffinazione e produzione del CDR
Passati i sette giorni necessari alla biostabilizzazione il rifiuto è trasferito nel compartimento di raffinazione produzione di CDR. Un vaglio rotante seleziona il materiale in “sopravaglio” costituito da carta, plastiche e materiali tessili, caratterizzato da un alto potere calorico. Rappresenta la materia prima per la formazione del CDR; “sottovaglio” costituito da inerti, organico stabilizzato e metalli, destinati a discarica.
Il CDR prodotto passa quindi alla pressatura per la riduzione in balle destinate agli impianti di combustione.
L’impianto CDR di Saliceti può essere definito a impatto zero per l’ambiente circostante e il territorio che lo ospita.